
In un antico palazzo del centro storico di Sansepolcro, abitano alcune famiglie che si sono salvate dalla distruzione della guerra. Siamo nel periodo di Carnevale e, come vuole la tradizione, prima di seguire le restrizioni della Quaresima, si fa un pò di baldoria, soprattutto per far divertire i bambini.
Il giovedì grasso si rinnova l’usanza del “Ciccicocco”, mentre il martedì di Carnevale si mangia e si balla, riunendosi nella casa di qualcuno che ha una stanza da mettere a disposizione. La famiglia di Margherita è numerosa e con poche risorse, gran parte delle quali elargite da lei stessa, perchè ereditate dal marito morto in guerra. Tutto ciò a cui tiene è un vecchio baule, regalatole dal suo povero nonno. I suoi cari sono esasperati da questa situazione di sudditanza e mal sopportano le restrizioni imposte dalla donna, arrivando a ordire piani per impadronirsi del contenuto del misterioso baule. Testimone innocente di tutto ciò è il nipotino che, per contentare il maestro di scuola, riporta, sotto forma di diario, tutto quello che la miriade di personaggi in scena vive, spera, sogna…
Testo di Donatella Zanchi
Regia di Moira Bigi e Franca Neri
Teatro popolare Sansepolcro