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Aggiornato: 34 min 51 sec fa

Alla bottega del cinema Astra tornano i prodotti della Fattoria di Germagnano

Mar, 12/05/2020 - 16:07
Ambiente e territorioSan Giustino

Al Cinema Astra di San Giustino torna la possibilità di fare un ordine per un' iniziativa all'insegna della valorizzazione e della fruizione di prodotti locali a km zero. Presso la bottega del cinema arrivano infatti i buonissimi prodotti della Fattoria di Germagnano. Grazie al GAV (Gruppo d'acquisto Valtiberina) sarà infatti possibile ordinare i prodotti che si potranno poi ritirare proprio presso la bottega del Cinema Astra di San Giustino. Nonostante l'emergenza e nel rispetto delle prescrizioni, riprende l'impegno del Cinema Astra non solo per promuovere prodotti buoni e sani, ma anche per iniziare finalmente a sviluppare un modello possibile di nuovo e consapevole consumo.  

Mortadella ( €22 al Kg) - Bresaola (€ 39 al Kg) - Salame ( €29 al Kg) - Salsicce d'asino (€26 al Kg)
Ordine minimo: 1 etto

Yogurt (€9 al l) Primosale (€18 al Kg) - Formaggio spalmabile (€15 al Kg) -Caciotta (€ 25 al Kg) - Ricotta fresca di capra (€ 15 al Kg)
Ordine minino: 500 gr per i formaggi / barattolino da 500 ml per lo yogurt

Per ordini e informazioni scrivere a info@astrazioni.net o chiamare il 3493191176 (Milena) entro giovedì 28 maggio-

Consegna preso il cinema Astra sabato 30 maggio  

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Lettera-appello di oltre 100 cinema indipendenti: «Va difesa la pluralità delle sale»

Mar, 12/05/2020 - 15:39
CulturaItalia

«Dare il giusto valore a una realtà bella e diversificata, fatta di molti soggetti liberi e desiderosi di far proseguire più viva che mai l’esperienza del cinema al cinema». È questo lo scopo di una lettera scritta da un gruppo di esercenti cinematografici indipendenti, 107 in tutta Italia tra i quali molti umbri, con l’obiettivo di dare voce a quel tessuto capillare, «fatto di moltissime sale cinematografiche che stanno affrontando una crisi senza precedenti e che domani potrebbero non riaprire»; fare ciò significa «sensibilizzare il settore, gli appassionati di cinema e ingenerale l’opinione pubblica rispetto alla necessità di preservare questa ricchezza». Per l’Umbria sono queste le realtà che hanno aderito: Cinema Teatro Cesare Caporali e Arena della Rocca Medievale di Castiglione del Lago, Cinema Concordia di Marsciano, PostModernissimo, Cinematografo Sant’Angelo, Cinema Méliés e Arena Estiva Giardini del Frontone di Perugia, Cinema Teatro Astra di San Giustino, Cinéma Sala Pegasus e Sala Frau di Spoleto, Cinema Nido dell’Aquila di Todi, Cinema Metropolis di Umbertide.

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

I firmatari Oltre agli esercenti a firmare il testo (al momento sono oltre 200 i sottoscrittori) sono anche distributori, produttori, festival e a protagonisti del cinema tra cui Luca Bigazzi, Daniele Ciprì, Daniele Gaglianone, Fabio Grassadonia, Antonio Piazza, Monica Guerritore, Mario Martone, Susanna Nicchiarelli, Elisabetta Sgarbi, Silvio Soldini, Andrea Segre, Michelangelo Frammartino, Costanza Quatriglio, Maurizio Braucci, Daniele Vicari, Pietro Marcello, Agostino Ferrente, Franco Maresco, Flavia Mastrella, Antonio Rezza e tanti altri. Tra i promotori dell’iniziativa c’è il PostModernissimo che in queste settimane di lockdown ha dato vita a una serie di dirette molto seguite («Di/stanza») che hanno rappresentato «il nostro modo di reagire al momento di crisi. Ora è iniziata la “fase 2” e anche il cinema si sta interrogando su quale debba essere il suo futuro». Da una serie di discussioni con altre realtà indipendenti è nata la lettera in cui si sottolinea che i cinema «sono tra le realtà più colpite di tutta la filiera e molti si chiedono se l’attenzione verso forme di fruizione privata non metta in discussione l’identità e la relazione profonda delle sale con il territorio e il pubblico».

IL PROGETTO DI ANEC PER I CINEMA ALL’APERTO

La lettera Per queste realtà si tratta di una crisi senza precedenti, tale da metterne in discussione la sopravvivenza stessa e l’invito ora è quello di ragionare sul dopo, così da individuare insieme «azioni che tutelino e valorizzino la piena libertà e pluralità della cultura cinematografica, per garantire alle sale, a tutte le sale, una ripresa sostenibile e progettare un futuro del cinema plurale, sostenibile, equo». «Siamo disponibili ad adattarci e a collaborare – si legge nella lettera – alle decisioni che verranno adottate a tutela della salute di tutti,che siano compatibili con il nostro lavoro. Non vediamo l’ora – dicono gli esercenti – di poterci confrontare con indicazioni chiare, efficaci, operative e assumerci le nostre responsabilità così come lo faranno molti altri esercenti in altri campi. Chiediamo che si tenga conto, nel redigere nuove regole di socialità comune, dell’estrema varietà delle strutture architettoniche e delle tante modalità organizzative e societarie, per fare in modo di trovare linee guida comuni che non vadano a creare discriminazioni, verificando l’effettiva sostenibilità delle normative tese a tutelare la salute pubblica».

LE IDEE PER L’ESTATE DELLA «SAGRA DEL CINEMA»

Le richieste Per i firmatari bisogna quindi allontanare «un’informazione parziale e sbilanciata sui grandi numeri e sui grandi gruppi» e invece «avviare una riflessione più condivisa e maggiormente approfondita, che tenga conto delle nostre realtà diffuse capillarmente su tutto il territorio nazionale». «Ci sembra importante – evidenziano ancora – che tutte le proposte e i provvedimenti tesi a traghettare il settore verso un futuro di vera ripresa tengano conto dell’importanza della sala e in particolare di quella miriade di sale di quartiere e di paese, in particolare quelle indipendenti, che hanno un ruolo chiave nella pluralità e varietà della proposta e nel legame col territorio, svolgendo un prezioso lavoro culturale e sociale». Il comparto delle sale cinematografiche «deve garantire una sufficiente pluralità di offerta e di sguardi» e chiede anche che il cosiddetto «diritto theatrical» sia protetto permettendo così ai cinema di poter programmare anche film più vecchi all’interno di omaggi, retrospettive, cineforum. Chiedono, inoltre, che i film prodotti per le piattaforme streaming o la televisione che sono stati distribuiti anche nei cinema rimangano proiettabili in sala nel tempo. Rivendicano, infine, un mutamento di rotta rispetto al passato, chiedendo «di liberare finalmente le potenzialità di una fetta di mercato che risente di condizioni inique incancrenitesi negli anni». La lettera è pubblicata integralmente all’indirizzo web www.lasci.cloud, dove chi vorrà potrà anche sottoscriverla.

articolo tratto da http://www.umbria24.it/

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Emergenza Covid19, dal Mali il messaggio di solidarietà di Youssouf Diakite

Mar, 12/05/2020 - 15:34
AttualitàInternazionale

Youssouf Diakite con Nadia Zangarelli (Tamat NGO) e Simone Foresi (Tamat NGO)

 

Bamako (MALI) - Youssouf Diakite ha voluto recentemente inviare a Tamat NGO  un videomessaggio e un audiomessaggio di solidarietà rivolti al nostro Paese sull'emergenza COVID19.

L'uscita degli alunni e dei maestri dalla scuolaYoussouf Diakite, non vedente dalla nascita ed esperto di tecnologie che facilitano la vita quotidiana dei non vedenti, è fondatore, direttore ed animatore de l'École des Jeunes Aveugles Youssouf Diakite de Missala, una scuola inclusiva per ragazzi non vedenti e vedenti nelle zone rurali e più povere intorno a Bamako.

 

Gli strumenti didattici per i ragazzi non vedenti

Situata precisamente nel comune di Kati, 15 km a nord-ovest di Bamako, oggi la scuola conta quarantacinque alunni vedenti e una ventina non vedenti che imparano non solo a leggere, scrivere e contare insieme, ma anche a a vivere nella vita di tutti i giorni. Si tratta dell'unica scuola gratuita per bambini non vedenti. La scuola è oramai sempre più una realtà significativa e popolare perchè lavora sull'integrazione e l'inclusione, sottraendo tanti bambini all'isolamento, allo sfruttamento e all'analfabetismo. In Mali purtroppo i bambini non vedenti vengono spesso considerati un peso dalle famiglie. La scuola di Youssouf Diakite  è invece un rifugio per questi bambini perchè possono imparare e socializzare con altri bambini vedenti, riconquistando fiducia e speranza. Insomma, una scuola che, come direbbe Papa Francesco, lavora con gli ultimi della terra. 

 

Youssouf Diakite, che Tamat NGO ha avuto modo di conoscere nell'ambito del progetto  AwArtMali, nel video si presenta e racconta la sua storia; nell'audio esprime al nostro paese gli auguri per la fase 2 della pandemia e ci parla della situazione COVID19 in Mali. 

 

Visita della delegazione Tamat alla scuolaLe parole, le preoccupazioni e i pensieri rivolti a Tamat e all'Italia da parte di un uomo che combatte ogni giorno contro disagi e discriminazioni in uno dei paesi più poveri del mondo suscitano davvero emozioni forti.Grazie Youssouf. 

Si tratta del risultato più bello per il nostro lavoro. Questa è la cooperazione a tutte le latitudini e, come ama dire spesso Youssouf Diakite, "la solidarietà non è una parola, ma un comportamento".

 

 

 

 

 

 

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TRADUZIONE AUDIO

Buongiorno, sono Youssouf Diakité, promotore e fondatore dell’Ecole des Jeunes Aveugles di Missala (Eco – Poinçon) sono molto contento che la quarantena sia finita in Italia. Spero che il coronavirus ora sia solo una storia, che il coronavirus appartenga ormai alla storia e che la fine della quarantena rappresenti l’inizio della speranza per l’Italia che è stata fortemente colpita.

Abbiamo pregato insieme per il riposo dell’anima delle vittime e per noi che sono rimasti qui che ci protegga dal coronavirus e dalle sue conseguenze economiche che si annunciano difficili.

Saluto tutti gli amici di Tamat ONG, Nadia, Denisa, e anche se non vi ho mai visti io vi penso spesso. Voi avete supportato davvero la scuola qui in Mali. Spero che siate tutti protetti del Signore e che l’uscita della quarantena sia la fine dell’epidemia. Secondo i dati, in Italia ieri il tasso di mortalità era basso e spero che continuerà così.

È l’occasione per incoraggiare e congratularsi con l’Italia e con il personale sanitario per il coraggio e la forza avuta, il confinamento non è stato facile.

In Mali l’epidemia aumenta, l’altro ieri eravamo a 544 casi, ma qui è meno pericoloso perché c’è il caldo e l’africano è abituato ad avere la malaria e altre malattie.

Speriamo che il coronavirus si arresti e che il mondo possa ritrovare la sua pace.

Grazie Simone, era solo un pensiero per te, per gli amici di Tamat e per tutta l’Italia.

 

 

TRADUZIONE VIDEO

Buongiorno sono Youssouf Diakité, sono maliano e risiedo a Bamako, cieco dalla nascita e promotore dell’Ecole des Jeunes Aveugles di Missala, nella nostra scuola i bambini non vedenti e vedenti stanno nella stessa classe, gli alunni ciechi sono una ventina e devono essere trasportati i non vedenti, i vedenti sono 45.

L’integrazione scelta da noi ha come vantaggio l’inclusione del bambino non vedente in modo che possa vivere dignitosamente e, allo stesso tempo, far comprendere al bambino vedente le difficoltà del compagno non vedente. Vorrei specificare che non si insegna solo a leggere e contare, ma si insegna ai bambini a vivere nella vita di tutti i giorni: come spostarsi, come andare a scuola, come comporre un numero di telefono con il tatto, come alzarsi con un piatto, insegnare alle bambine come farsi le trecce, e tante altre cose.

Il problema che abbiamo è il trasporto dei bambini non vedenti, questi bambini seguono un regime residenziale, vengono a scuola la domenica pomeriggio, restano tutta la settimana e tornano a casa loro il venerdì. Sono una ventina e io ho una macchina del 1992 con la quale li trasporto, ma considerando le condizioni della strada e il numero di bambini, l’automobile sta iniziando ad avere dei problemi, è sempre dal meccanico. Riuscire ad avere un minibus, con l’aiuto di tutti, potrebbe essere una soluzione per poter continuare a scolarizzare i bambini, che non hanno fatto nulla per essere non vedenti, e l’unico modo per riuscire nella vita è l’educazione. Parlo con cognizione di causa poiché sono cieco dalla nascita e so di cosa si tratta.

Grazie per la vostra attenzione

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